Questo
template è nato dalla elaborazione dello schema
[base]
di iobloggo.com
Queste pagine sono pubblicate sotto licenza
Creative Commons: attribuzione, non commerciale
e non opere derivate.
Questa Rassegna Stampa viene curata senza alcun profitto e con l'unico scopo di raccogliere oltre ai propri testi ed immagini, anche comunicati stampa, segnalazioni, recensioni, articoli e citazioni di interesse socio-culturale, menzionando sempre la fonte ed il nome dell'autore. Tutto questo, non solo a titolo di cronaca e studio, ma anche per esporre i contenuti alle critiche e alle riflessioni dei visitatori, con lo scopo di creare una COMMUNITY che dia voce a TUTTI. Inoltre, il presente sito non ha una periodicita' stabilita ed è aggiornato secondo la disponibilita' e la reperibilita' dei materiali, pertanto, non puo' considerarsi una testata giornalistica ai sensi della legge n. 62/01>>
La sentenza è della Cassazione: non ci sarà - almeno per ora - alcun processo ai vertici del Ministero della Difesa in relazione alla morte, a seguito di tumori, di militari italiani impegnati in missioni di pace all'estero, durante le quali sarebbero entrati in contatto con l'uranio impoverito
I giudici hanno deciso che va confermata l'archiviazione della denuncia dei familiari di Salvatore Vacca, caporalmaggiore del 151/mo Reggimento della Brigata Sassari morto nel settembre 1999, a ventitré anni, per leucemia acuta, a centocinquanta giorni dal suo rientro dalla Bosnia. Il terzo grado di giudizio ha ratificato la validità di quell'archiviazione e lo ha fatto in base a un criterio, già evidenziato dal giudice per le indagini preliminari al momento dell'archiviazione: “ le incertezze emerse sia sul piano fattuale che sotto il profilo epidemiologico, in ordine alla possibilità di individuare un nesso causale prevalente ed esclusivo tra la contaminazione da uranio impoverito e il decesso di Salvatore Vacca, impediscono di sostenere che la condotta colposa omissiva impropria dei rappresentanti di vertice dell'Amministrazione militare e del Ministero della Difesa abbia potuto avere una efficacia condizionante nella produzione della morte del militare”. La Suprema Corte, però, lascia aperta una via quando scrive che le indagini per la morte dei militari si possono riaprire “in qualsiasi momento su richiesta del Pubblico Ministero, sollecitato anche dai familiari delle vittime”.
C'è un dato, ancora una volta numerico, sulla questione: centosessantatré morti, oltre duemilacinquecento malati. E siamo solo all'inizio, secondo le stime di Domenico Leggiero dell'Osservatorio militare. Dobbiamo ancora aspettare di vedere quali siano state le conseguenze nei vari teatri di guerra che vedono coinvolti gli italiani insieme a eserciti che fanno uso di armi all'uranio impoverito. Dall'esperienza di questi anni i numeri non possono che moltiplicarsi. Ma, al di là delle giustificazioni della Cassazione – che lo ricordiamo decide non sul merito quanto sul diritto – c'è un dato incontrovertibile. La Difesa italiana, lo Stato maggiore era a conoscenza degli effetti delle armi all'uranio impoverito, oltre che delle precauzioni da adottare per evitare le malattie gravi e le patologie tumorali che negli Usa vennero chiamati 'la sindrome del Golfo'. Rappresentanti degli Stati Uniti misero a conoscenza del pericolo gli alleati atlantici già diversi anni fa. Le informazioni furono fatte girare, mentre le testimonianze di diversi militari, ammalati, raccontano di come l'equipaggiamento patrio fosse di scarsa qualità, non vi fossero mascherine, guanti, tute, sovrascarpe, giacconi o mimetiche in numero sufficiente per permettere un'adeguata prevenzione.
Le parole della Cassazione riguardano un procedimento formale di un giudice per le indagini preliminari: questioni di diritto si diceva, ma il merito, la sostanza è ormai un dato chiaro e consolidato. C'è solo da attendere la prima sentenza che dovesse riconoscere la causa di servizio, il risarcimento per chi si è ammalato e chiede il risarcimento allo Stato. Per ora in finanziaria c'è uno stanziamento, ma non ci sono i regolamenti di attuazione, quindi i soldi se ne stanno in una cassa chiusa. Inutilizzabili. Come dire che il riconoscimento anche politico inizia a esserci, ma che poi il Parlamento non fa in modo che alla volontà politica corrispondano i fatti. Resta da vedere ora con il prossimo ministro della Difesa, che tutti indicano in Ignazio La Russa, e che viene da un partito che definisce l'esercito – l'esercito! – come il cuore delle istituzioni, se le dichiarazioni di amore verso le truppe riguardano i giovanotti in divisa, ma solo da sani. Perché da malati, o da morti senza eroismi per colpa di chi non li ha protetti come promesso, non piacciono nemmeno ai guerrafondai.
Progetto 56k, i ragazzi di Orsogna (ancora senza Adsl) mettono in mostra il contrasto tra la velocita' delle loro vite e la lentezza delle tecnologie
Il nome dell'iniziativa è emblematico: «Progetto 56k», come la connessione a Internet, lentissima di questi tempi, che i cittadini di paesi come Orsogna (Chieti) sono costretti a utilizzare in mancanza dell'Adsl, che da queste parti non è ancora arrivata a causa di lentezze e intoppi burocratici da parte del «principale operatore» di telefonia italiano. Ma anche senza Adsl, i ragazzi dell'associazione culturale moviMenti, che si occupano di arte e comunicazione, hanno organizzato nel Centro polivalente di Orsogna una mostra di arte contemporanea, «Parallelismi», che finirà questa sera: una contrapposizione tra le realtà ricche di stimoli e in perenne «movimento», come quelle delle città, e la vita nei piccoli centri, a rischio di un graduale abbandono e «svuotamento» da parte dei giovani. «L'obiettivo - spiegano gli organizzatori del Progetto 56k - è di porre in evidenza e valorizzare le potenzialità di crescita delle nostre aree, dove l'avvio a sistemi di comunicazione ormai indispensabili, come la banda larga Adsl, rappresenterebbe motivo di ulteriore arricchimento e sviluppo». Una protesta, questa sull'Adsl, che accomuna in maniera trasversale l'amministrazione comunale, tutte le forze politiche e tutti i cittadini di Orsogna. La mostra si propone come «uno strumento di indagine della realtà» che coinvolge i cinque sensi; raccoglie le opere di giovani artisti locali, tra fotografia, installazioni, pittura, design, e nella quale «le note prendono forma e si trasformano in musica per gli occhi». Una riflessione «sull'obsolescenza delle tecnologie, ma soprattutto sul binomio lentezza/velocità». L'associazione moviMenti ha anche un suo blog, all'indirizzo www.associazionemovimenti.splinder.com.
Prosegue l’impegno dei sindaci della Costa dei Trabocchi per la gestione temporanea in comodato gratuito delle aree e degli immobili, che la società Ferrovie dello Stato ha reso disponibili per l’estate 2008. Si concretizza così il progetto di avviare i primi interventi di manutenzione in vista dell’arrivo della stagione balneare
I Sindaci di Fossacesia, Vasto, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino e Torino di Sangro, che si sono incontrati Lunedì mattina a Fossacesia insieme al Presidente della Provincia di Chieti e ai tecnici comunali, hanno concordato le modifiche da apportare alla bozza di contratto per la cessione in comodato gratuito delle aree. Inoltre hanno deciso di limitare alle aree limitrofe alle stazioni la richiesta di utilizzo alla società Ferrovie dello Stato, in considerazione della insufficienza dei fondi e della impossibilità per i Comuni e la Provincia di accollarsi la manutenzione di tutto il tratto dismesso. “In particolare chiederemo alla società Ferrovie dello Stato di cedere le aree in comodato fino all’approvazione del progetto di rigenerazione della Costa Teatina e non fino al mese di ottobre prossimo, anche perché, per rendere fruibili sia le aree che gli edifici delle vecchie stazioni ferroviarie, occorre fare investimenti. – ha spiegato il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio - Inoltre, poiché nei bilanci comunali non ci sono fondi a sufficienza per attivare subito le operazioni di pulizia e manutenzione ordinaria in vista dell’estate chiederemo alla Provincia di Chieti e alla Regione Abruzzo un sostegno finanziario”. Il Presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, convocherà la settimana prossima i responsabili di Ferrovie dello Stato per sottoporre loro la controproposta e negoziare, insieme ai sindaci i termini più vantaggiosi per una rapida definizione degli accordi. “Di fatto la pianificazione territoriale segnerà il futuro delle aree e sarà portata avanti dagli enti territoriali con l’obiettivo di assicurare la valorizzazione della Costa. - ha precisato Enrico Di Giuseppantonio - Per questo abbiamo pensato che fino ad allora o comunque per almeno quattro anni, le vecchie stazioni e le aree circostanti su cui andremo ad intervenire con il contributo di Provincia e Regione debbano restare a disposizione della cittadinanza”. A conclusione dell’incontro, gli intervenuti hanno ribadito la necessità di procedere con tempestività per sistemare le aree e le ex stazioni in vista dell’estate 2008 ed in particolare i tecnici dei Comuni sede di stazione elaboreranno subito una progettazione di massima e quantificheranno la spesa per gli interventi da realizzare, in modo da avanzare una precisa richiesta alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti per i finanziamenti.
Comunicato Stampa Comune di Fossacesia del 07-04-2008
La morte arriva col blog: lo stress di tener aggiornato 24 ore su 24 un 'diario on line' combinato con l'assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web.
di Alessandra Baldini
New York - Due settimane fa a Fort Lauderdale in Florida è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni. In dicembre un altro blogger suo amico, Marc Orhant, era finito sottoterra per un esteso blocco alle coronarie. Un terzo, Om Malik, ha avuto un infarto negli stessi giorni ma ce l'ha fatta: ha appena 41 anni. Sono casi isolati o la punta di un iceberg? Se lo è chiesto oggi il New York Times raccogliendo le lamentele di altri 'diaristi' della rete che hanno perso peso o sono diventati obesi, che non riescono più a dormire regolarmente o crollano esausti sulla tastiera: tutti disturbi, se non proprio malattie, attribuite allo stress di dover produrre notizie in un ciclo di informazione non stop in cui la concorrenza è spesso feroce. Alcuni di quelli che erano nati come diari online sono in effetti diventati negli ultimi anni veri e propri produttori di informazione che fanno concorrenza ai media tradizionali sul fronte della pubblicità. La pressione è enorme soprattutto per i free lance, navigatori della rete pagati spesso neanche dieci dollari a pezzo, ma anche chi sui blog ha costruito una fortuna ha motivo di preoccuparsi. "Non sono ancora morto ma presto finirò in ospedale con l'esaurimento nervoso", ha detto Michael Arrington, fondatore e direttore di TechCrunch, un popolare blog sulle nuove tecnologie che rastrella milioni di dollari in pubblicità. Arrington, che è ingrassato di 15 chili in tre anni, ha attribuito allo stress da blog il fatto che ora soffre gravemente di insonnia: 'Sono arrivato a un punto di rottura''. Non è da oggi che i bloggers denunciano pubblicamente contraccolpi fisici del loro mestiere: è un leit motiv dei diaristi online lamentarsi della fatica perennemente in agguato per chi passa buona parte della giornata e spesso della notte a smanettare sul computer a caccia di informazione. Molti blogger sono pagati a pezzo, altri a numero di lettori, in una gerarchia retributiva che ripaga lo scoop anche se appena di pochi minuti. La velocità in questi casi è tutto: "Non c'é una volta, neanche quando dormi, che non ti viene l'ansia di avere preso un buco", ha detto Addington al New York Times. Tanto i blogger sono consapevoli dei rischi del mestiere che alcuni di loro hanno preso a scambiarsi consigli su come farvi fronte. Un mese fa su Problogger.com l'australiano Darren Rowse, che contribuisce a una ventina di blog oltre ai due da lui curati, ha offerto ai suoi lettori un piccolo manuale di sopravvivenza: tra i consigli, quello di "tagliare le catene della scrivania" e "tornare a buttar giù idee su taccuini di carta".
I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara hanno denunciato in stato di libertà gli amministratori e responsabili di alcune ditte, società e privati cittadini nelle province di Chieti e Pescara
Chieti - E' stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lanciano il legale rappresentante di un opificio del settore del recupero di plastica e cartone a Fossacesia per aver utilizzato una macchina trituratrice della plastica senza l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
Un'altra denuncia è stata presentata alla Procura della Repubblica di Vasto: si tratta dell'amministratore unico di una ditta di costruzioni, colpevole di aver abbandonato «in modo incontrollato» su un terreno rifiuti solidi ferrosi completamente arrugginiti.
Alla Procura di Chieti è stato denunciato il titolare di una autocarrozzeria di Chieti, per aver effettuato scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione; denuncia anche per un'impresa edile che aveva adibito abusivamente a deposito di rifiuti da demolizione, con contestuale sequestro preventivo, un appezzamento di terreno di circa 600 metri quadrati a Francavilla al Mare.
Il NOE ha inoltre denunciato alla Procura della Repubblica di Pescara il legale rappresentante di una ditta di Cepagatti operante nel settore metalmeccanica per aver installato ed esercitato un impianto in assenza di autorizzazione all'emissione in atmosfera; il titolare di una ditta che svolge attività di autodemolizione a Castiglione a Casauria per aver effettuato lo stoccaggio di carcasse di veicoli fuori uso da bonificare su un'area sprovvista di impermeabilizzazione.
Una iniziativa che mira a far emergere (eventuali) talenti che vivono il mondo della musica, su e giù dai palchi, dentro e fuori i cento locali dove ogni sera si esibiscono per un pubblico spesso raccolto
Abruzzo - La rivista “Mente Locale” ed “Ecamlab”, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo hanno infatti realizzato la compilation “Quello che facciamo è segreto”, che uscirà in edicola il 9 aprile prossimo, in allegato gratuito al numero 8 della rivista. Curatore della raccolta è Umberto Palazzo, collaboratore della testata ma, soprattutto, cantante, compositore e nome storico del panorama musicale nazionale. “Quello che facciamo è segreto” raccoglie in oltre 70 minuti di musica tutti i gruppi e i solisti più importanti della scena rock regionale attuale, dal Santo Niente a Giulio Corda, dai Buen Retiro agli Ococo, passando per Zippo, Matinèe, Tito and Thee Brainsuckers, Keep Out e tanti altri ancora. «Questo cd è l’ultimo volume del progetto Abruzzo Sound», spiega Palazzo, «finalizzato alla promozione di musicisti e gruppi che operano nel territorio regionale. L’operazione ha già prodotto 6 CD, ognuno dei quali ospita un genere musicale diverso. La nostra intenzione è quella di dare visibilità e rappresentanza al movimento rock che cresce in Abruzzo, oltre che dal desiderio di creare un prodotto discografico professionale e di ampia diffusione che racchiuda in sè i migliori esponenti della scena musicale locale contemporanea». Sono 30 le canzoni e le relative band raccolte in questo «affresco dei suoni che brulicano nell’underground delle nostre città. Questi gruppi - ha spiegato Palazzo - tutti più o meno conosciuti a livello nazionale, hanno permesso di produrre una compilation di qualità assoluta e capace di rappresentare l’ottima salute che gode finalmente la scena rock sul territorio. Un’operazione culturale unica ed insostituibile, senza precedenti per qualità e valore degli artisti selezionati, professionalità e competenza nella realizzazione del doppio cd, diffusione e promozione del medesimo, che, inoltre, sarà corredato da un libretto a colori di 16 pagine con tutte le informazioni sugli artisti protagonisti della raccolta». Sono previsti concerti promozionali e persino una tournè estiva che vedrà protagonisti nelle piazze delle quattro province tutti i gruppi presenti nella raccolta.